Caso anonimo · Brand food premium · Drive-to-store

Un brand food che ha trasformato i clic in visite vere in negozio

Un brand food premium italiano a marchio proprio, sei negozi di proprietà e un ecommerce. Con 334,51 € di pubblicità, una campagna stagionale ha portato 1.060 iscritti e 196 ritiri reali in negozio, mentre altri 864 contatti restano dentro un flusso di email pronto per la stagione successiva. Costo per contatto acquisito: 0,32 €. Il punto non è il traffico. È la persona che entra dalla porta, riconosciuta dallo stesso sistema che l'aveva intercettata online.

334,51 €
Investiti in pubblicità
1.060
Iscritti alla promo
196
Ritiri reali in negozio
0,32 €
Costo per contatto
Brand food premium con negozio fisico e ecommerce collegati - caso studio drive-to-store, dai clic alle visite in negozio
Aggiornato al17 luglio 2026
Tempo di lettura6 min
Matteo Coloru
Scritto daMatteo Coloru
In breve: un brand food premium italiano a marchio proprio, produzione artigianale e vendita diretta tramite sei negozi di proprietà più un ecommerce. Con 334,51 € di investimento pubblicitario, una campagna drive-to-store ha portato 1.060 iscritti, 196 ritiri reali in negozio e 864 contatti ancora dentro un flusso di email automatiche. Costo per contatto acquisito: 0,32 €.

Il contesto

La pubblicità online porta traffico. Il traffico, da solo, non paga le bollette. Per un brand food che vive anche di negozi fisici, il valore vero è la persona che entra dalla porta, non il clic che resta sullo schermo.

Il nodo di sempre è collegare i due mondi. Sapere che chi è entrato in negozio è la stessa persona che tre giorni prima aveva visto un annuncio. Finché quel collegamento manca, l'online e l'offline lavorano ciascuno per conto suo, e la pubblicità digitale resta un investimento che nessuno riesce a leggere fino allo scontrino.

L'idea

Una campagna stagionale costruita intorno a un bonus gratuito da ritirare in negozio. Ti iscrivi online, ricevi il tuo omaggio, lo ritiri di persona.

L'iscrizione è solo l'antipasto. Il piatto vero è la visita, con tutto quello che succede quando la persona è già dentro al punto vendita: prende il suo bonus, guarda gli scaffali, spesso porta a casa dell'altro. Un motivo semplice per attraversare la porta, e un momento stagionale preciso che rende quel motivo desiderabile adesso.

Il bonus tracker

La parte tecnica è una dashboard costruita su misura, pensata per chi sta dietro al bancone e non ha tempo da perdere. Ogni negozio, con pochi tocchi, segna il ritiro avvenuto. Quel dato non resta fermo lì.

Punto vendita
Il negozio segna il ritiro
Pochi tocchi sulla dashboard, dal bancone, senza rallentare il servizio.
CRM
Il dato rientra nel sistema
Il CRM riconosce chi ha ritirato e chi no, e tiene i due gruppi separati.
Email
Parte il flusso giusto
Un percorso per chi è già passato, un altro per chi deve ancora venire.

Sei punti vendita, un solo cruscotto, dati che si parlano. La dashboard tiene insieme quello che di solito resta sparso: il gesto del commesso al bancone diventa un'informazione che il resto del sistema sa leggere e usare.

Come gira il funnel

Cinque passaggi, dal primo annuncio allo scontrino. Ognuno lascia un dato che serve al passaggio dopo.

1

Vede l'annuncio e si iscrive

La persona incontra l'annuncio su Meta e lascia la sua email per avere il bonus.

2

Entra in una sequenza automatica

Parte un flusso di email che accompagna verso il pre-ordine del prodotto stagionale di punta, integrato con l'ecommerce.

3

Ritira il bonus in negozio

La persona entra per ritirare l'omaggio. Il negozio segna il ritiro sulla dashboard, e il dato torna nel sistema.

4

Aggiunge una vendita

Chi ritira l'omaggio spesso porta a casa anche dell'altro. La visita vale più del bonus che l'ha generata.

5

Rientra in un nuovo flusso

Il ritiro torna al CRM, che riconosce chi è passato e attiva un flusso di email dedicato, diverso da quello di chi deve ancora venire.

Online e offline smettono di essere due binari separati. Diventano un cerchio che si chiude, dall'annuncio allo scontrino e ritorno.

I risultati

Numeri della campagna: con 334,51 € di investimento pubblicitario, 1.060 iscritti alla promo, 196 ritiri reali in negozio e 864 contatti ancora in nurturing, pronti per la stagione successiva. Costo per contatto acquisito: 0,32 €.
334,51 €
Investiti in pubblicità
1.060
Iscritti alla promo
196
Ritiri reali in negozio
864
Contatti in nurturing
0,32 €
Per contatto acquisito

I 196 ritiri sono visite reali, gente entrata dalla porta con un motivo e riconosciuta dal sistema. Gli 864 contatti ancora in nurturing sono persone che hanno alzato la mano una volta e che il sistema continua a coltivare fino al momento buono per farle tornare. Nessuno di loro è un contatto perso, sono la stagione che verrà.

La lezione

Una campagna drive-to-store funziona quando il dato del negozio torna indietro e parla con il resto del sistema. È tutto lì.

Senza quel ritorno resta pubblicità che spera. Con quel ritorno diventa un ponte che regge il peso, dall'annuncio allo scontrino. Matteo Coloru

Il traffico è facile da comprare. La visita che si può misurare, riconoscere e far tornare vale molto di più, e la costruisci solo quando l'online e il bancone parlano la stessa lingua.

Domande frequenti sul drive-to-store nel food

Cos'è una campagna drive-to-store per un brand food?

È una campagna pensata per portare le persone dentro al punto vendita fisico, non solo sul sito. Si parte da un annuncio online, si offre un motivo concreto per entrare in negozio (qui un bonus gratuito da ritirare), e si traccia chi entra davvero. Il valore per un brand food con negozi di proprietà è la visita, con tutto quello che succede quando la persona è già dentro.

Come si collega chi vede un annuncio online con chi entra in negozio?

Serve un dato che torni indietro. In questo caso ogni negozio segna il ritiro del bonus su una dashboard costruita su misura. Quel dato rientra nel CRM, che riconosce chi ha ritirato e chi no, e fa partire il flusso di email giusto per ciascun gruppo. Così l'annuncio online e la visita fisica diventano un unico percorso misurabile.

Quanto costa acquisire un contatto con una campagna drive-to-store?

Dipende dal prodotto, dal bonus offerto e dalla qualità del pubblico. In questo caso, con 334,51 € di investimento, sono arrivati 1.060 iscritti: 0,32 € per contatto. Il numero è basso perché il bonus era desiderabile e pertinente per chi già ama il brand, e perché la campagna era costruita intorno a un momento stagionale preciso.

A cosa serve un bonus tracker in negozio?

Serve a sapere chi è entrato davvero. Senza tracciamento, una campagna drive-to-store resta pubblicità che spera. Il bonus tracker è una dashboard semplice per chi sta dietro al bancone: con pochi tocchi segna il ritiro, il dato entra nel CRM e attiva i flussi di follow-up. Un solo cruscotto per tutti i punti vendita.

Cosa succede ai contatti che non ritirano il bonus?

Restano dentro il sistema. Qui, sui 1.060 iscritti, 864 sono ancora in un flusso di email automatiche, pronti per la stagione successiva. Chi non ritira subito è un contatto che ha alzato la mano una volta, e che il sistema continua a coltivare fino al momento giusto per farlo tornare.

Questo approccio funziona con più negozi insieme?

Sì, ed è il punto. Sei punti vendita hanno lavorato sullo stesso cruscotto, con lo stesso bonus e lo stesso flusso di follow-up. Ogni ritiro, in qualsiasi negozio, rientra nello stesso CRM. Più punti vendita diventano un vantaggio invece che una complicazione, perché il sistema li tiene insieme in un'unica lettura.

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