Food Weekly · settimana 38 · 7 - 13 settembre 2026 · 110 fonti

Il discount smette di crescere, e il mix di canale va rifatto

Il Rapporto Coop 2026, presentato il 10 settembre a Milano, mette un numero sotto una convinzione che dura da tre anni: a parità di rete il discount cresce dello 0,5%, il supermercato del 2,4%. La migrazione verso l'insegna più economica si è chiusa, e chi ha scritto il piano 2026 sull'ipotesi che il proprio scaffale fosse il discount ha una premessa da rivedere prima del budget. Nella stessa settimana l'Italia è diventata importatrice netta di ortofrutta anche a valore, con il saldo del semestre che passa da più 59,1 milioni a meno 20,4. Il vino perde il 14,1% negli Stati Uniti mentre le conserve di pomodoro, sotto lo stesso dazio, crescono dell'11,4%: la barriera è la stessa, a decidere è quante alternative equivalenti trova chi compra sullo scaffale accanto al tuo. E alla quarta gamma manca fra il 30% e il 40% dell'insalata, con le buste vuote già visibili in alcune insegne.

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Settimanasettimana 38 · 7 - 13 settembre 2026
Tempo di lettura70 min
Matteo Coloru
Scritto daMatteo Coloru

Executive summary

Il discount italiano ha smesso di crescere. È il dato che il Rapporto Coop 2026, presentato il 10 settembre a Milano, mette nero su bianco: +0,5% a parità di rete sull'anno precedente, mentre il supermercato riprende quota con +2,4%. Dopo quattro anni in cui la convenienza si misurava in insegne, torna a misurarsi in carrello.

Nella stessa settimana l'Italia scopre di essere diventata importatrice netta di ortofrutta: nel primo semestre 2026 sono entrate 297.478 tonnellate più di quante ne siano uscite, e per la prima volta il saldo si è girato al negativo anche a valore, a meno 20,4 milioni di euro. Il paniere che l'Italia racconta come proprio lo compra sempre più fuori.

Il vino perde il 6,2% di export nel semestre, con gli Stati Uniti a meno 14,1%, mentre la Cina guadagna il 19,8%. Le conserve di pomodoro, sullo stesso mercato americano e sotto gli stessi dazi, crescono dell'11,4% a valore. Due filiere italiane, la stessa barriera, esiti opposti.

Sul fronte della materia prima il clima presenta un conto secco: alla quarta gamma manca fra il 30% e il 40% dell'insalata, e gli scarti di lavorazione salgono di dieci-venti punti. Le buste vuote a scaffale sono già visibili in alcune insegne.

Il Rapporto Coop chiude il quadro dal lato di chi compra: il 30% degli italiani sfiora il burnout, il 65% considera un valore consumare meno, e più di uno su quattro fra chi riduce lo fa per scelta invece che per necessità. Il consumo che si contrae non è solo povero: in parte ha cambiato idea.

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I cinque insight della settimana

1. La convenienza cambia indirizzo: torna il supermercato, il discount si ferma

Il Rapporto Coop 2026 misura la crescita a parità di rete fra 2026 e 2025: discount +0,5%, supermercato +2,4%, ipermercati di media dimensione +1,4%, grandi strutture +0,2% (gdonews, 11 settembre; Sky TG24, 12 settembre).

Perché conta. Per tre anni la lettura corrente è stata "il consumatore va al discount". Il numero dice che ci è andato, ha trovato il prezzo di riferimento più basso, e adesso torna dove trova assortimento, purché il prezzo lo segua. Chi produce a marchio proprio e ha costruito il piano 2026 sull'ipotesi "il mio scaffale è il discount" ha una premessa da rivedere entro il budget del prossimo anno. Il punto vendita che riprende quota è quello dove la marca può ancora spiegare perché costa quello che costa.

2. L'Italia dell'ortofrutta compra più di quanto vende, anche a valore

Primo semestre 2026: export 1,893 milioni di tonnellate (meno 3%), import 2,190 milioni (più 2%), disavanzo di 297.478 tonnellate, peggiorato del 52% sull'anno prima. A valore l'export sale a 3,332 miliardi (più 4%) e l'import a 3,353 miliardi (più 7%): il saldo passa da più 59,1 milioni a meno 20,4 milioni (Italiafruit su Monitor Ortofrutta Agroter, 13 settembre; Fruitbook Magazine su dati Fruitimprese, settembre 2026).

Dentro il dato: agrumi con export a meno 15% e import a più 29%, pere a meno 40% in uscita e più 20% in entrata, mele prima voce di export a 565.550 tonnellate ma in calo del 5%. Il kiwi è l'eccezione, più 12%.

Perché conta. Il prezzo medio all'export sale, i volumi scendono: l'Italia vende meno chili più cari e ne compra di più a prezzo che sale ancora più in fretta. Per un trasformatore significa che la materia prima nazionale diventa un argomento commerciale scarso e caro allo stesso tempo, e che l'origine dichiarata in etichetta va presidiata sul contratto prima che sulla comunicazione.

3. Stessi dazi, esiti opposti: il vino perde il 14% negli Stati Uniti, il pomodoro guadagna l'11%

L'Osservatorio Unione Italiana Vini su dati Istat dà l'export vino del primo semestre a 3,6 miliardi, meno 6,2% a valore e meno 4% a volume. Gli Stati Uniti, primo mercato, scendono del 14,1% a 849 milioni; la Cina sale del 19,8%, la Russia del 15,7%, il Mercosur del 18,4%. Gli spumanti tengono (più 0,4%), i fermi imbottigliati cedono l'8,9%. Il prezzo medio scende del 2,3%, e del 7,8% sul mercato americano (Italia a Tavola, 11 settembre; Verona Economia, 11 settembre).

Nello stesso mercato e sotto le stesse barriere, le conserve di pomodoro italiane crescono dell'11,4% a valore e dell'11,8% a volume nei primi sette mesi, superando i 132 milioni di euro e le 105.000 tonnellate. Se il ritmo tiene, l'anno chiude intorno ai 227 milioni (Anicav, 9 settembre; Italia a Tavola, 8 settembre).

Perché conta. Il dazio non spiega il risultato: lo spiega l'elasticità della categoria. Una bottiglia di rosso fermo da scaffale americano ha dieci alternative equivalenti a prezzo più basso, una passata italiana in una cucina americana ne ha molte meno. Prima di dire "i dazi ci hanno ucciso" conviene misurare quanto la propria categoria è sostituibile nel paese di destinazione: è quello il numero che decide se si assorbe, si ribalta o si esce.

4. Al clima non manca il raccolto, manca la programmazione

Il gruppo Prodotti di IV e V gamma di Unione Italiana Food dichiara una riduzione della materia prima disponibile fra il 30% e il 40% da luglio, con perdite di resa per selezione e scarto fra il 10% e il 20% sui raccolti più danneggiati. Le rotture di stock sulle insalate in busta sono già visibili in alcune insegne. Il mercato italiano della quarta gamma vale circa 1,2 miliardi di euro (Food, 8 settembre; Terra e Vita, settembre 2026).

La frase che conta è di Simone Zerbinati: "Non è più un'emergenza stagionale: il clima sta cambiando le condizioni in cui opera l'intera filiera".

Perché conta. La quarta gamma è la categoria alimentare con il ciclo più corto fra campo e scaffale, quindi è il sensore che si muove per primo. Quello che oggi succede all'insalata succederà con dodici-diciotto mesi di ritardo a chi usa la stessa materia prima trasformata. La conseguenza operativa è sul contratto di fornitura: le clausole scritte su una resa media di dieci anni fa non reggono una varianza di quaranta punti.

5. Il fuori casa italiano resta il più frammentato d'Europa, ed è lì che si apre lo spazio

Secondo l'analisi Bain & Company, le catene valgono il 10% del valore complessivo dei consumi alimentari fuori casa in Italia, contro una media europea di gran lunga superiore. I format a servizio limitato crescono del 3% annuo, tre volte la ristorazione a servizio completo, e il franchising è la leva con cui una catena trasforma la propria rete in food retail (Ristorazione Moderna, 11 settembre; Mixer Planet).

Contraddizione fra fonti. Sulla media europea le due fonti divergono: Ristorazione Moderna riporta il 28%, Mixer Planet il 26% con il dato mondiale al 35%. Il divario italiano resta nell'ordine dei sedici-diciotto punti in entrambe le letture, ma la cifra esatta va presa dal report originale prima di usarla in un documento cliente.

Perché conta. Un canale frammentato si serve un locale alla volta, e questo è esattamente il motivo per cui molti produttori lo hanno lasciato ai grossisti. Quando la quota delle catene sale, il canale cambia natura: si passa da migliaia di trattative da poche casse a decine di referenziamenti da migliaia. Chi ha un prodotto che regge una scheda tecnica e una fornitura continuativa ha una finestra di tre-cinque anni per entrare prima che i posti a listino siano presi.

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Trend e comportamenti di consumo

Il consumo che si riduce per scelta. Il Rapporto Coop 2026 separa due popolazioni che di solito vengono contate insieme. Il 65% degli italiani considera un valore consumare meno e combattere gli sprechi, e fra chi riduce i consumi più di uno su quattro lo fa per scelta personale invece che per necessità (Rapporto Coop via Food, 10 settembre). Il primo gruppo taglia la gamma, il secondo taglia il superfluo e mantiene la qualità su quello che resta. Sono due carrelli diversi e chiedono due leve diverse: il primo risponde al prezzo, il secondo risponde alla ragione per cui il prodotto esiste.

Lo stato d'animo di chi compra. L'87% teme guerre e tensioni geopolitiche, il 77% si sente appesantito dalla situazione economica, il 64% indica la famiglia come rifugio, l'80% percepisce una società più violenta di prima. Il 30% sfiora il burnout, il 37% dichiara una vita di corsa senza tregua, e fra gli occupati la quota di chi si sente esausto sale al 45% (Food Affairs, 11 settembre). Il 56% è insoddisfatto della retribuzione, il 35% dichiara un carico di lavoro eccessivo, e il 42% della forza lavoro italiana ha superato i 50 anni, contro il 22% di dieci anni fa.

Cosa cresce nel carrello. Nelle rilevazioni del Rapporto, il kefir guadagna il 51,2% e i semi il 26,3%: due prodotti che nessuno compra per abitudine e che entrano in casa per una ragione dichiarata. La direzione è la stessa da due anni, meno zuccheri, meno carboidrati, meno lavorato, e questa settimana la conferma arriva anche dal lato industriale con Nesquik che porta a scaffale una confezione con il 30% di zuccheri in meno e gli stick monodose (Food Affairs, 8 settembre).

Le sei culture del benessere. Sinottica, la ricerca continuativa sui consumi italiani che compie cinquant'anni, ha presentato il 10 settembre una segmentazione che vale più di una lista di attributi: Non Problema 24%, Equilibrio 21%, Cura 15%, Filosofia di vita 15%, Piacersi 14%, Gratificazione 11%. Il 54% usa integratori, quattordici punti in più rispetto al 2015; il 33% pratica sport con regolarità, cinque punti in più; il 69% associa la salute a un'idea di armonia fra mente e corpo, contro il 59% del 2010 (Food Affairs, 10 settembre).

Lettura di Matteo, non dato di fonte. Il segmento "Non Problema", il più numeroso, è quello che il marketing del benessere ignora per costruzione: sono persone che stanno bene e non cercano soluzioni. Un claim salutistico rivolto a loro è un costo, non un investimento. La quota utile a chi vende un prodotto funzionale è la somma di Cura e Filosofia di vita, cioè il 30% circa.

Il brand come posizione, non come promessa. Il Consumer Lab di Bain & Company ha aggiornato l'indagine europea su circa 9.000 consumatori in sei mercati: il 53% degli italiani chiede ai marchi una posizione sui temi sociali, e più di uno su due dichiara di avere smesso di comprare da un marchio percepito come distante dai propri valori. Nel food la quota di chi ha interrotto un acquisto per questa ragione è del 41%, nel fast food e ristorazione del 32%, nella moda del 30%. La Spagna sta al 61%, la Polonia al 58%, la Germania al 30% (Distribuzione Moderna, 9 settembre).

La convivialità come funzione del cibo. Together Lab misura per i giovani un cibo che serve soprattutto a stare insieme (Food Affairs, 10 settembre), e la stessa lettura torna su HorecaNews con il cibo che ridisegna le relazioni (11 settembre). Per un prodotto confezionato la conseguenza è di formato prima che di ricetta: la confezione da uno è un prodotto diverso dalla confezione da condividere, e nel 2026 è la seconda a portare l'occasione.

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Keyword e segnali deboli in crescita

Il caso Gorgonzola. Affidabile.org ha analizzato le consultazioni delle pagine Wikipedia di 99 prodotti DOP e IGP italiani, cinque per regione, fra il 2016 e il 2025. Il Gorgonzola DOP è cresciuto del 1.531%, passando da 378 visite medie mensili nel 2016 a 6.161 nel 2025, con picchi oltre le 9.300 nel 2020 e nel 2023. Il Consorzio attribuisce il risultato a una presenza online costruita dopo Expo 2015, con campagne internazionali e testimonial. La filiera conta circa 1.800 aziende agricole fra Lombardia e Piemonte, oltre 5,4 milioni di forme l'anno, un valore al consumo intorno agli 800 milioni di euro e quasi il 40% della produzione esportata (Food Affairs, 7 settembre; ANSA Terra e Gusto, 7 settembre).

Il dato interessante è il denominatore: 378 ricerche mensili nel 2016 su un prodotto che già allora faceva cinque milioni di forme. La domanda informativa di una DOP italiana partiva da quasi zero dieci anni fa, e in dieci anni si è moltiplicata per sedici senza che il prodotto cambiasse. Chi ha una denominazione in portafoglio e non ha mai misurato la curva delle ricerche sul proprio nome ha un dato gratuito da guardare stasera.

"Italian brainrot" entra nel largo consumo. Oro Ciok ha lanciato una limited edition con Skifidol dichiarando il riferimento all'Italian brainrot, il filone di contenuti generati in Italia e diventato lessico internazionale su TikTok nella prima metà del 2026 (Food Affairs, 9 settembre). È la prima volta in questa rassegna che un marchio dolciario di scaffale usa quel lessico come argomento di prodotto invece che come tono di una storia social.

"In My City", il locale scoperto online che torna contenuto. L'analisi Vandemoortele sul mercato fuori casa quantifica la pausa pomeridiana: 62 milioni di visite a maggio 2026, 184 milioni di euro di valore, scontrino medio a 3 euro, più 2,7% su maggio 2025 e più 1,9% nel cumulato gennaio-maggio. Brioche e pasticceria valgono il 4% delle consumazioni del pomeriggio, i panini il 6% e crescono del 3%. Fra i gestori di locale, il 42% aggiorna l'offerta sulle richieste dei clienti e il 22% seguendo i social (Food Affairs, 10 settembre).

"Longevity" diventa insegna. The Longevity Kitchen è entrata nei punti vendita to.market di Milano (Food, settembre 2026). La parola longevità aveva finora abitato il mondo degli integratori e delle cliniche: il passaggio al reparto di un supermercato urbano è il momento in cui un termine smette di essere di nicchia e diventa una categoria da presidiare in etichetta.

"Mushroom soda". FUN-GÒ ha portato in Italia la prima bibita a base di funghi (Food Affairs, 10 settembre). Da tenere sotto osservazione insieme alla linea vegetale a base di avena che San Benedetto ha ampliato a cinque gusti senza zuccheri aggiunti (Food Affairs, 10 settembre): il soft drink funzionale sta prendendo lo spazio che il dealcolato ha aperto nel bere di pomeriggio.

"AI menu slop". Il termine è arrivato in un articolo di settore italiano, dopo che Merriam-Webster ha scelto "slop" come parola dell'anno 2025 per indicare contenuto digitale di bassa qualità prodotto con l'IA (HorecaNews, 10 settembre). Uno studio su Scientific Reports di agosto 2026 misura che le immagini di cibo generate con IA sono giudicate meno realistiche e abbassano la disponibilità a mangiare il piatto raffigurato.

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Ecommerce, DTC e delivery

Il canale online cresce, e cresce più a volume che a valore. I dati Istat sulle vendite al dettaglio di luglio, ripresi in settimana, danno l'ecommerce a più 2,4% a valore e più 1,6% a volume, l'unico canale che sale su entrambe le dimensioni mentre le piccole superfici perdono l'1,7% in quantità (Distribuzione Moderna, 7 settembre).

L'assistente che consiglia l'acquisto. Il Rapporto Coop 2026 misura una quota che merita attenzione: il 74% degli italiani si fida dell'intelligenza artificiale per i consigli d'acquisto, e il 50% cerca online indicazioni su come riparare invece che sostituire. Nello stesso perimetro, gli smartphone ricondizionati arrivano a 520.000 pezzi (più 58%) e i robot aspirapolvere a un milione (più 74%) (Food Affairs su Rapporto Coop, 11 settembre).

Su questo la settimana scorsa il vault aveva già archiviato il concetto di commercio-agentico-scheda-prodotto. Il numero del Rapporto Coop lo aggiorna: la fiducia dichiarata verso l'assistente è ormai più alta della fiducia dichiarata verso la pubblicità di categoria in quasi tutte le rilevazioni recenti. Chi vende online e ha una scheda prodotto scritta per il posizionamento sui motori di ricerca ha un lavoro di riscrittura davanti, perché la domanda che un agente porta non è una parola chiave ma una condizione d'uso.

Il DTC che compra i canali. Compagnia del Gusto Holding ha acquisito Winelivery, la piattaforma di consegna di vino e bevande fondata nel 2017: 1,7 milioni di download dell'app, oltre 400.000 clienti, 4,4 milioni di ricavi nel 2025 con 1,8 milioni di perdita, contro i 5 milioni del 2024 e i 7,7 del picco 2022. È la quarta acquisizione del gruppo da aprile 2026, dopo Krumiri Rossi, Cantine Romagnoli e la britannica Jascots Wine. L'obiettivo dichiarato è arrivare a 200-250 milioni di ricavi in sei-sette anni con un margine operativo fra il 18% e il 20% (Distribuzione Moderna, 7 settembre).

Il segnale non è la cifra, è la direzione: un gruppo di produzione compra una piattaforma di consegna in perdita per usarla come laboratorio di marketplace sul proprio portafoglio. Il canale diventa un asset industriale invece che un costo di distribuzione.

Il B2B che si digitalizza per davvero. Agromonte ha rifatto la sezione Professional del proprio sito (Food Affairs, 11 settembre). Fra tutte le notizie di prodotto della settimana è la più sottovalutata: un'area riservata agli operatori con schede, formati e disponibilità è il modo con cui un produttore medio smette di dipendere dal grossista per raccontare cosa vende.

Il pasto pronto che fa marca. Nutribees ha portato a Milano una campagna out of home con il claim "Milano che fatica" (Food Affairs, 8 settembre). Un marchio nato digitale che compra spazio fisico in una città sola è la sequenza abituale quando il costo di acquisizione online ha smesso di scendere.

Delivery e nutrizione. Deliveroo ha messo in campo un nutrizionista per parlare di alternanza dei piatti (Food Affairs, 10 settembre). Il tema è reputazionale, e segue la direzione salutistica che il Rapporto Coop misura dal lato domestico.

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Zoom comparti di prodotto

Ortofrutta

Il comparto porta il fatto della settimana, già raccontato nell'insight 2: saldo commerciale negativo nel primo semestre, sia in quantità (meno 297.478 tonnellate) sia a valore (meno 20,4 milioni di euro). Dentro il dato vale la pena isolare gli agrumi, con export a meno 15% e import a più 29%, e le pere, con export a meno 40% e import a più 20%. Le mele restano la prima voce con 565.550 tonnellate esportate, in calo del 5%; il kiwi cresce del 12% (Italiafruit, 13 settembre).

Dal lato dei consumi, il Rapporto Coop dà l'ortofrutta a più 1,1% a valore e meno 2,5% a volume nell'anno terminante a giugno 2026, contro un totale freschi a più 2,8% e meno 1,4%. Il confezionato guadagna lo 0,6% a volume, lo sfuso a peso variabile perde il 4,2%. La qualità dell'ortofrutta resta il primo criterio di scelta del punto vendita al netto di convenienza e prossimità, con il 48% delle indicazioni, davanti all'assortimento generale (44%), alla qualità di carne e pesce (40%) e alla marca del distributore (34%) (Italiafruit su Rapporto Coop, 10 settembre).

La quarta gamma è il punto di rottura: meno 30-40% di materia prima disponibile da luglio, scarti in aumento di dieci-venti punti, rotture di stock su insalate in busta, mercato da circa 1,2 miliardi (Food, 8 settembre). Confagricoltura ha aggiunto il 13 settembre la voce dei costi di produzione (Giornale Partite IVA, 13 settembre). Italiafruit ha affiancato al tema una lettura di categoria: la quarta gamma è diffusa e poco valorizzata, cioè presente ovunque e priva di un premio di prezzo che giustifichi il rischio agricolo che porta (Italiafruit).

Sul fronte fitosanitario, dagli agrumeti siciliani arriva il segnale del tripide sudafricano (Italiafruit), mentre sul lato buono della stagione crescono i cetrioli (Italiafruit) e la Pesca e nettarina di Romagna IGP aumenta la produzione con risposta della distribuzione (Italiafruit).

Formaggi e lattiero-caseario

Il Gorgonzola DOP è il prodotto alimentare italiano con la crescita più alta di consultazioni online nell'ultimo decennio, più 1.531% fra 2016 e 2025, da 378 a 6.161 visite medie mensili. La filiera vale circa 800 milioni al consumo, con oltre 5,4 milioni di forme e quasi il 40% esportato, in prevalenza in Germania e Francia (Food Affairs, 7 settembre).

Sul Parmigiano Reggiano la notizia è industriale: Credem ha investito 7 milioni, dentro un piano complessivo da 12,6 milioni, in un magazzino da 4.300 metri quadrati a Montecavolo di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, destinato a stagionatura, logistica e confezionamento. Caseifici GranTerre lo userà con un accordo decennale che rinnova una collaborazione di oltre trent'anni. L'impianto ha un fotovoltaico da 850 kW che copre il 65% dei consumi e serve un sistema documentale digitale usato da oltre 170 caseifici (Food, 11 settembre).

Il dettaglio da non perdere è l'attore: una banca che costruisce e possiede il magazzino di stagionatura e lo affitta per dieci anni a chi stagiona. È lo stesso meccanismo del pegno-rotativo-agroalimentare portato un passo avanti, dalla garanzia sul magazzino alla proprietà del magazzino.

Sul largo consumo, Galbani ha aggiunto la mozzarella Santa Lucia al basilico (Food Affairs, 8 settembre), e il Pecorino Romano DOP è entrato in un panino McDonald's per parlare alle generazioni più giovani (Italia a Tavola, 9 settembre). Il Provolone Valpadana DOP ha portato invece il proprio nome dentro un contest enogastronomico nei locali veneziani (Distribuzione Moderna).

Due DOP nella stessa settimana scelgono un canale fuori dal proprio recinto: una catena di fast food e una rete di locali di quartiere. È una risposta alla stessa domanda, come si fa a farsi provare da chi non compra la tua categoria al supermercato.

Vino

Il semestre chiude a meno 6,2% di export in valore e meno 4% in volume, con Stati Uniti a meno 14,1%, Germania a meno 6,8%, Regno Unito a meno 6,6%, e in controtendenza Cina più 19,8%, Russia più 15,7%, Brasile più 8,2%, Mercosur più 18,4%. Gli spumanti tengono con più 0,4%, i fermi imbottigliati perdono l'8,9%. Fra le regioni, Veneto meno 8,4%, Toscana meno 7,4%, Piemonte più 2,4% e ritorno al secondo posto. Il prezzo medio scende del 2,3%, e del 7,8% sul mercato americano (Italia a Tavola su Osservatorio UIV, 11 settembre).

Sul fronte interno, la Campania fotografa il quadro che vale per molte denominazioni: cantine piene e consumi in calo (Italia a Tavola, 11 settembre). La vendemmia corre contro il caldo, con la richiesta operativa di portare l'uva in pressa entro novanta minuti dalla raccolta (Italia a Tavola, 12 settembre).

Va ricordato che quest'anno le previsioni vendemmiali nazionali non ci sono: Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini hanno sospeso la conferenza di inizio settembre per la variabilità climatica, e i dati arriveranno a raccolta conclusa, con la dichiarazione attesa a metà novembre (Askanews, 29 luglio 2026). Per chi compra o vende uva, significa che quest'autunno il prezzo si forma senza il riferimento pubblico che lo ha ancorato per vent'anni.

L'Oltrepò pavese ha pubblicato la prima mappa viticola del territorio, dove il Pinot nero supera la Croatina (Italia a Tavola, 10 settembre), e l'Italia ha portato a casa 224 medaglie nelle bollicine in Inghilterra, 87 delle quali oro (Italia a Tavola, 11 settembre). Asti DOCG ha rinnovato fino al 2030 la sponsorizzazione delle Nitto ATP Finals (Food Affairs, 7 settembre) e il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG è tornato al Lido come vino ufficiale della Mostra del Cinema (Distribuzione Moderna).

Birra

Birrificio Lambrate compie trent'anni e investe circa 300.000 euro in impianti di dealcolazione e pastorizzazione, con due referenze analcoliche già in produzione e una scelta tecnica dichiarata, la dealcolazione dopo la fermentazione per preservare il profilo aromatico. La domanda, dice il fondatore Giampaolo Sangiorgi, arriva soprattutto dall'estero (Italia a Tavola, 9 settembre).

Il contesto di categoria, dai dati AssoBirra diffusi a giugno, dà i consumi 2025 a 21,2 milioni di ettolitri, meno 2,5% sul 2024, con un pro capite sceso da 36,8 a 35,9 litri; le birre a basso o nullo contenuto alcolico salgono dal 2,1% al 3,9% di quota, più dell'85% in un anno; l'artigianale passa da 159 a 183 milioni di acquisti rispetto al periodo pre-Covid, più 15%, con oltre mille microbirrifici attivi (ANSA, 23 giugno 2026).

Un birrificio storico che spende trecentomila euro su una categoria che vale il 3,9% del mercato sta comprando la curva, non la quota attuale. Bolle di Malto ha chiuso l'edizione 2026 con 150.000 presenze (Italia a Tavola, 8 settembre), e la Franconia torna come riferimento tecnico nella lettura di Carlo Vischi su Bonavena (Italia a Tavola, 12 settembre).

Caffè

La settimana porta due fatti industriali e una lettura di canale. Andrea Cipolloni, con un passato in Eataly, è il nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone da ottobre (Beverfood, 10 settembre; Food, settembre 2026; HorecaNews, 11 settembre). Lo stesso marchio ha portato a scaffale un macinato per moka (Food Affairs, 10 settembre), cioè entra nel formato più tradizionale dopo avere costruito la propria scala sulle capsule.

Sul fuori casa, Food Affairs registra un caffè che cambia ruolo, spostandosi verso hospitality e uffici (7 settembre), e Italia a Tavola pubblica una lettura di marginalità: il caffè può far guadagnare di più a bar e ristoranti, a condizione di valorizzarlo invece di trattarlo come prezzo civetta (9 settembre). illycaffè ha messo in carta la ricetta Creamy Temptation da settembre (Food Affairs, 7 settembre).

Sui prezzi della materia prima le fonti reperite in questa finestra sono di secondo livello e discordanti fra loro sulle percentuali: il dato di rialzo di arabica e robusta resta fuori dal report in attesa di una rilevazione confermata. Vedi le note di metodo.

Miele

L'annata è pesante. Le associazioni apistiche FAI, Mic e Unaapi, insieme a Coldiretti e Unione Italiana Food, indicano contrazioni di ricavo comprese fra il 25% e il 50% in molte aree del Paese e un deficit produttivo intorno alle 26.000 tonnellate. Le importazioni sono cresciute del 18% nel 2025. La causa è climatica, instabilità termica e ondate di calore prolungate che hanno compromesso fioriture e disponibilità di nettare dopo un avvio di stagione promettente. Restano aperti i temi della frode con sciroppi e della pressione sanitaria da varroa (Food, 8 settembre).

Sul lato della domanda, Italia a Tavola ha segnalato una guida che porta i visitatori dentro oltre 200 aziende apistiche italiane (12 settembre). Quando manca il prodotto, il valore si sposta sull'esperienza: è un ripiego che funziona una stagione, non tre.

Pasta, riso e cereali

Riso Scotti ha presentato a Risò, a Vercelli dall'11 al 13 settembre, l'estensione del marchio Venere: da una singola varietà nata nel 1997 a 25 referenze, distribuite in oltre 50 Paesi, con circa 1.000 ettari coltivati e 16 aziende agricole fra Piemonte e Sardegna. La gamma esce dal riso integrale e comprende piatti pronti in cup, pasta di Venere con grano 100% italiano, snack e sostitutivi del pane. La filiera è certificata UNI EN ISO 22005 e aderisce allo standard Sustainable Rice Platform dal 2025 (gdonews, 10 settembre).

È la manovra che un brand food da 1 a 30 milioni può copiare: una varietà proprietaria diventa un marchio, il marchio diventa un sistema di prodotti in categorie diverse, e la filiera certificata regge la promessa in tutte e tre le categorie. Il numero da guardare è 16 aziende agricole su mille ettari, cioè un perimetro che una media impresa può contrattualizzare.

Sulla pasta fresca, Gruppo Fini ha chiuso il primo semestre 2026 con un sell out a volume in crescita del 20,3% e ha ampliato la ripiena con le linee Senza Lattosio e Le Ricette Integrali (HorecaNews, 10 settembre; Food Affairs, 10 settembre). Pasta Zara ha pubblicato il primo bilancio di sostenibilità (Distribuzione Moderna), e a Gragnano è tornato MondoPasta (Distribuzione Moderna).

Sul grano, il disegno di legge Coltivaitalia porta 10 milioni ai contratti di filiera per la stabilizzazione del mercato e un credito d'imposta fra il 20% e il 40% sui contratti di grano (Food, settembre 2026).

Conserve, sughi e pomodoro

Il dato di export è nell'insight 3: più 11,4% a valore e più 11,8% a volume verso gli Stati Uniti nei primi sette mesi, oltre 132 milioni di euro e oltre 105.000 tonnellate, con proiezione a circa 227 milioni e 183.000 tonnellate a fine anno, sopra il record 2024. Il 2025 si era chiuso a 203,7 milioni e circa 163.301 tonnellate (Anicav, 9 settembre).

Barilla ha festeggiato i quindici anni dello stabilimento di Rubbiano dedicato ai sughi (Food, settembre 2026; Food Affairs, 11 settembre), e Cirio ha celebrato 170 anni con un riposizionamento di offerta (Distribuzione Moderna). Madama Oliva cresce nei lupini, un mercato che vale 15 milioni di euro (Food Affairs, 7 settembre).

Salumi e carne

Il tema aperto la settimana scorsa, il blocco dell'import di carne bovina dal Brasile e le sue conseguenze sulla Bresaola della Valtellina IGP, resta in prima pagina sulle testate distributive (Distribuzione Moderna). Non ci sono in questa finestra dati nuovi sulla riapertura o sui volumi sostitutivi.

Ferrarini ha presentato Fumo di Praga (Distribuzione Moderna). Sui surgelati, la carne è la categoria con la crescita più alta, più 4,5% (Iias via Distribuzione Moderna, 7 settembre).

Ittico

Mare Gioioso ha annunciato un rinnovo di gamma su preparazioni rapide, con filetti di merluzzo interi invece che ricomposti, e il passaggio dal vassoio in plastica al cartoncino, indicato come requisito crescente nelle politiche di assortimento delle insegne (gdonews, 11 settembre). Rizzoli Emanuelli ha festeggiato 120 anni con un concorso (Food Affairs, 10 settembre).

Nei surgelati il pesce resta la seconda categoria con oltre 100.000 tonnellate (Iias). Il vassoio di cartoncino è il dettaglio che vale la riga: quando la richiesta arriva dal buyer e non dal consumatore, il costo del passaggio si trasferisce a monte e chi arriva secondo lo paga intero.

Dolci, lievitati e pasticceria industriale

La settimana è quella in cui il panettone entra in agenda con tre mesi di anticipo. Fiasconaro ha portato a Parigi un panettone da dieci chili (Food Affairs, 12 settembre); a Tokyo si è tenuto il Mondiale del Panettone con oltre 200 concorrenti da 40 Paesi (Italia a Tavola, 12 settembre); Caffè Bocca della Verità, un marchio di caffè, è entrato nell'alta pasticceria con un panettone in edizione limitata (Food Affairs, 7 settembre).

Sul largo consumo: Balocco ha lanciato i Triangolosi, un biscotto progettato per l'inzuppo (Food Affairs, 8 settembre), Grisbì una special edition dichiaratamente "mood boosting" (Food Affairs, 10 settembre), Pan di Stelle è tornato in comunicazione sulla merenda (Food Affairs, 10 settembre), Pernigotti ha messo in scaffale le monete di cioccolato di Harry Potter (Food Affairs, 9 settembre) e Oro Ciok ha firmato la limited edition con Skifidol (Food Affairs, 9 settembre).

Loacker ha aperto un programma di corporate venture capital da 1 milione di euro l'anno per startup, gestito dal Loacker Investment Office e aperto a sinergie con le società del gruppo, fra cui AgroSelect Ingredients e Dolomites Milk (Food Affairs, 9 settembre).

Pane e bakery

Eataly ha portato a scaffale un pane biologico di semola e sesamo (Food Affairs, 10 settembre), e Distribuzione Moderna registra un comparto pane e sostitutivi che spinge su funzionalità e formati flessibili (Distribuzione Moderna).

La notizia di metodo arriva dai panificatori: la vendita del pane sfuso deve avvenire a peso netto per chilogrammo, secondo norme del 1967 e del 1981, senza tariffa fissa a pezzo, con bilance verificate periodicamente. Il pane perde umidità dopo la cottura, quindi una pagnotta da 450 grammi ne pesa meno dopo qualche ora, e la differenza è un costo che resta al panificatore. Le sanzioni vanno da 500 a 3.000 euro. Matteo Cunsolo, presidente di Richemont Club Italia, propone tre strade: vendita all'ettogrammo, prezzo a pezzo per i singoli, oppure una dicitura esplicita sul calo peso naturale (Italia a Tavola, 12 settembre).

Surgelati

I dati dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati per il 2025: volumi più 1%, valore più 3%, 1,04 milioni di tonnellate consumate, 6,1 miliardi di euro, 17,7 chilogrammi pro capite. Il retail vale 642.140 tonnellate (più 1,1%) e 3,87 miliardi, il fuori casa 398.456 tonnellate (più 1%) e 1,9 miliardi. Le categorie: vegetali oltre 204.000 tonnellate, pesce oltre 100.000, patate 93.000, pizze 70.000 (più 3,1%), piatti pronti 66.000 (più 1,7%). La carne cresce del 4,5% e il senza glutine tocca 9.700 tonnellate, più 4,3%. Nel primo semestre 2026 il retail accelera a più 3,4% e il mercato complessivo a più 3,6% (Distribuzione Moderna, 7 settembre).

Il surgelato è l'unica grande categoria alimentare che in questa settimana cresce su entrambe le dimensioni mentre il fresco perde volume. Vale la pena ricordare il perché: è la categoria dove il consumatore compra scorta invece che occasione, e in un anno di prudenza la scorta vince.

Gluten free e free from

Il senza glutine surgelato cresce del 4,3% a 9.700 tonnellate (Iias). Sul totale categoria, i dati disponibili in questa finestra restano quelli già archiviati: vendite intorno ai 386,6 milioni con più 7,4% a valore, più 5,6% a volume e più 7,1% a confezioni, e una base di acquirenti che comprende più di un italiano su cinque senza diagnosi clinica. Gruppo Fini ha aggiunto una linea senza lattosio nella pasta fresca ripiena e Nesquik una referenza con il 30% di zuccheri in meno: il free from si muove per sottrazione dichiarata più che per categoria dedicata.

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Zoom ristorazione e fuori casa

La struttura del canale

L'analisi Bain & Company è il pezzo che conta: le catene valgono circa il 10% del valore dei consumi alimentari fuori casa in Italia, contro una media europea molto più alta, e i format a servizio limitato crescono del 3% all'anno, tre volte la ristorazione a servizio completo. Il franchising è indicato come la leva che permette di estendere la rete combinando standard, imprenditoria locale e disciplina operativa, cioè di trasformare la ristorazione in food retail (Ristorazione Moderna, 11 settembre).

Questa è la definizione operativa di cui parlava la nota di catena sulle aperture in serie: quando i grandi cominciano a fare franchising, il trend è diventato struttura. Per chi produce, il momento in cui una catena passa a franchising è anche il momento in cui il referenziamento si sposta dalla singola cucina alla centrale di acquisto, e le condizioni si scrivono una volta per tutta la rete.

La dipendenza dalla piattaforma

Quandoo chiude. L'annuncio è del 24 marzo 2026, le ultime prenotazioni si potranno fare fino al 30 settembre, i servizi ai clienti cessano il 1° ottobre, sito, app e infrastruttura si spengono il 31 dicembre. Sono coinvolti quasi 6.000 ristoranti in Italia e oltre 17.000 nel mondo (HorecaNews, 10 settembre).

La stessa testata affianca il tema con un pezzo sulla prenotazione diretta: essere visibili su Google non basta, perché la visibilità porta l'intenzione ma il canale decide chi possiede il dato (HorecaNews, 11 settembre). Seimila ristoranti italiani hanno due settimane per esportare l'anagrafica dei clienti prima che l'infrastruttura si spenga. È il promemoria più concreto dell'anno sul valore di una lista di contatti propria.

Aperture, passaggi e format

Il tre stelle Michelin Quattro Passi di Nerano passa al Gruppo Romeo e diventerà il ristorante dell'hotel ROMEO Massa Lubrense firmato da Kengo Kuma, con Fabrizio Mellino confermato executive chef e Raffaele Mellino alla sala. Il gruppo dichiara l'intenzione di estendere il marchio Quattro Passi ad altre sedi e formati (HorecaNews, 10 settembre).

Un tre stelle familiare che entra in un gruppo alberghiero di lusso e viene dichiarato replicabile è la stessa logica del franchising vista dall'alto di gamma: si compra la reputazione e si applica a una rete.

Sul fronte opposto, lo chef di Verjus chiude dichiarando di non voler più cucinare per poche persone (Italia a Tavola, 8 settembre), e a Roma il Campocori abbandona il fine dining per una cucina conviviale (Italia a Tavola, 13 settembre). Due uscite dal fine dining nella stessa settimana, entrambe motivate dal modello e non dai conti.

TheFork ha annunciato i 48 migliori nuovi ristoranti del 2026 regione per regione (Food Affairs, 7 settembre).

Catene e co-branding

Old Wild West è partner di X Factor, con un menù dedicato al programma e Irama nello spot (Food Affairs, 9 settembre). McDonald's ha lavorato con GialloZafferano su tre McChicken Creation a tema italiano (Food Affairs, 9 settembre) e ha donato a Milano un Happy Floor nell'ambito della campagna contro l'abbandono dei rifiuti (Food Affairs, 12 settembre). KFC ha debuttato con il primo collezionabile, The Krunchy Mug, sul back to school (Food Affairs, 8 settembre).

La cosa da notare: tre catene su tre non comprano spazio pubblicitario, comprano un contenitore editoriale già in onda. Nonno Nanni e All'Antico Vinaio hanno fatto la stessa cosa dal lato industria, con una schiacciata dedicata al Jova Summer Party (Food Affairs, 8 settembre).

Mensa e ristorazione collettiva

L'osservatorio TEHA per CIRFOOD DISTRICT ha intervistato 853 famiglie italiane con bambini dai 12 mesi agli 11 anni: per il 94% la mensa scolastica vale più del semplice pasto, il 50% la considera essenziale per conciliare i tempi di lavoro, il 58% la legge come momento di socializzazione, il 91% le riconosce un valore educativo. Il 60% dichiara che i figli a scuola mangiano cibi che rifiutano a casa, il 21% richiede diete speciali, il 62% giudica il prezzo congruo e il 33% cambierebbe scuola se il servizio venisse meno. Il costo medio è di 5,20 euro a pasto (HorecaNews, 11 settembre).

Quel 60% è il numero più utile a chi produce: la mensa è il posto dove un bambino prova un alimento fuori dal negoziato familiare. Vale come canale di prova più di qualsiasi degustazione in punto vendita, e il 21% di diete speciali dice quanto spazio c'è per referenze free from formulate per la collettività (HorecaNews, 10 settembre).

Costi e margine del locale

Italia a Tavola ha ripreso il conto degli sconti e degli extra che erodono il margine a ogni sì (3 settembre) e quantificato il costo di trascurare gli impianti dell'aria, fino a 10.000 euro (10 settembre). HorecaNews ha aperto il capitolo dello spreco per coperto, di cui alla sezione 12.

Restano da segnalare due temi di sala: i ristoranti che scelgono di non accogliere bambini, con le reazioni che ne seguono (HorecaNews, 10 settembre), e il gelato sempre più "senza", con la domanda se togliere ingredienti lo migliori davvero (Italia a Tavola, 7 settembre).

Street food e format leggeri

Da New York arriva il caso della pizzeria ricavata in una Smart che fattura 12.000 dollari al mese (Food Affairs, 11 settembre). È aneddotica, e la si cita per una ragione sola: il capitale fisso di un format alimentare continua a scendere, e ogni volta che scende la concorrenza per l'attenzione del consumatore aumenta di un gradino.

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Beverage

L'appuntamento della settimana successiva. Roma Bar Show torna alla Nuvola dell'EUR il 14 e 15 settembre con la sesta edizione, oltre 200 espositori e buyer da più di 30 Paesi. La novità dichiarata è un'area dedicata ai prodotti No & Low Alcohol (Fiere di Parma; Italia a Tavola, 12 settembre). Nella settimana che precede, HorecaNews e Beverfood hanno pubblicato una decina di annunci di espositori, dal villaggio Velier agli Stati Generali della Grappa (Beverfood, 8 settembre; HorecaNews, 11 settembre).

Un'area no e low dentro la fiera italiana della mixology è il segno che la categoria ha superato la soglia in cui bastava una referenza in carta.

Il consumo responsabile come argomento di lobby. Federvini ha presentato a Bruxelles lo studio "The Italian Way", realizzato con l'Università La Sapienza: oltre il 70% del consumo di bevande alcoliche in Italia avviene durante aperitivo, pranzo o cena, e i comportamenti di consumo a rischio sono scesi di sei punti percentuali fra il 2007 e il 2023 (HorecaNews, 11 settembre).

Nella stessa settimana il Ministero della Salute, con l'Istituto Superiore di Sanità, ha lanciato la campagna "Zero alcol in gravidanza" (Food Affairs, 7 settembre). Le due notizie vanno lette insieme: mentre l'industria difende il modello mediterraneo a Bruxelles, l'autorità sanitaria italiana lavora sul messaggio di astensione per target specifici. Chi comunica un prodotto alcolico nei prossimi mesi si muove fra queste due pressioni.

Acque e soft drink. Ferrarelle ha stretto un accordo con AriZona Beverage per la distribuzione negli Stati Uniti con una gamma in lattina (Food Affairs, 7 settembre; Distribuzione Moderna). S.Bernardo ha dichiarato l'azzeramento delle emissioni dirette attraverso le faggete delle Alpi Marittime (Beverfood, 8 settembre). San Benedetto ha portato la linea a base di avena a cinque gusti senza zuccheri aggiunti, e FUN-GÒ ha aperto la categoria delle mushroom soda in Italia.

Tè e infusi. Italia a Tavola dedica un pezzo alla marginalità del tè nel fuori casa: non passa dal prezzo, passa dal modo in cui viene servito (12 settembre). Cupper ha portato sul mercato italiano due referenze biologiche (Distribuzione Moderna).

Persone. Fabio Mozzone, con un passato nella birra, guida il marketing di Acqua Eva da settembre (Beverfood, 8 settembre). Heineken Italia ha nominato Giuseppe Mele supply chain director e Paul Schalekamp amministratore delegato di Partesa (Distribuzione Moderna).

Eventi di consumo. Il Gin & Tonic Festival di Verona ha superato le 25.000 presenze (Italia a Tavola, 12 settembre), Johnnie Walker ha firmato una limited edition Black Label con Sabrina Carpenter (Food Affairs, 8 settembre) e Lavazza è tornata Official Coffee Partner dei World's 50 Best Hotels a Parigi (Distribuzione Moderna).

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GDO, private label e prezzi

Il Rapporto Coop, lato distribuzione

La marca del distributore raggiunge il 32% di quota e, secondo il calcolo Coop, ha trasferito ai consumatori oltre 800 milioni di euro di risparmio nell'ultimo anno. Le vendite di cibo a volume crescono del 5,6% negli ultimi sei anni, a valore del 31,8%: il divario fra le due cifre è la misura dell'inflazione incorporata nel carrello dal 2019 (gdonews, 11 settembre; Italiafruit, 10 settembre).

Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia, ha annunciato per il 2027 "un nuovo modello di relazione con industria e mondo agricolo", e Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc-Coop, ha indicato lo sviluppo della rete "anche attraverso politiche di acquisizioni". Le richieste al governo sono tre: riconoscimento della distribuzione come settore energivoro per i costi della catena del freddo, incentivi fiscali sulla tecnologia, misure per la riconversione dei centri commerciali. Brisigotti ha aggiunto che la distribuzione non ha spazio per assorbire ulteriore inflazione da costi, e ha citato Sugar Tax e Plastic Tax, rinviate a gennaio 2027, fra i rischi (Food, 10 settembre; Food, 11 settembre).

Per un fornitore di marca la frase da rileggere è quella sul nuovo modello di relazione: quando la prima cooperativa di consumo italiana annuncia con un anno di anticipo che riscrive le condizioni con l'industria, la trattativa 2027 comincia adesso.

Il discount che si ferma, e quello che sceglie di restare discount

Aldi ha scelto la direzione opposta a quella dell'assortimento allargato. Il posizionamento dichiarato è "back to basics": circa 2.000 referenze, marca privata oltre l'85%, circa l'80% dei prodotti alimentari da aziende italiane, oltre 1.000 prodotti a prezzo ribassato da inizio 2026 (cioè metà dell'assortimento) su modello di prezzo basso tutti i giorni. L'insegna opera in Italia da otto anni (gdonews, 9 settembre).

Eurospin ha fatto il contrario, aprendo ai buoni pasto con nove circuiti abilitati e un massimo di otto buoni per transazione. Il contesto: i beneficiari di buoni pasto in Italia sono circa 3,5 milioni e nove su dieci li usano anche per la spesa; il tetto delle commissioni è sceso al 5% dal 2026, contro punte fino al 21% negli anni precedenti secondo FIPE (gdonews, 7 settembre). Despar Nord ha esteso a tutti i punti vendita i buoni pasto digitali di Poste Welfare (Technoretail).

Il taglio delle commissioni al 5% è la ragione tecnica per cui il buono pasto sta entrando nel discount: sotto quella soglia il canale regge il margine. Per un fornitore significa che una quota di spesa prima confinata a supermercato e ristorazione si sposta su insegne dove il suo prodotto di marca potrebbe non esserci.

Le insegne che si muovono

La marca del distributore esce dal ruolo di alternativa di prezzo e comincia a comportarsi come un marchio: Il Viaggiator Goloso ha comprato tre grandi installazioni a Milano per lanciare la campagna (Distribuzione Moderna), Decò ha festeggiato vent'anni debuttando in televisione su Mediaset (Food Affairs, 8 settembre), Esselunga ha lanciato la Collection X Factor (Food Affairs, 8 settembre), Gruppo VéGé è andato in pista con Red Bull al Gran Premio di San Marino (Food Affairs, 10 settembre) e Lidl ha messo a scaffale l'aglio orsino, ingrediente da ristorante stellato (Food Affairs, 9 settembre).

La rete continua a muoversi: MD ha superato i 90 punti vendita in Sicilia (gdonews, 8 settembre), Action è arrivata a 71 negozi in Lombardia e 21 in Veneto (gdonews, 9 settembre), Gruppo Gabrielli ha portato il format Tigre Amico a Roma (gdonews, 10 settembre), Lidl ha ristrutturato il punto vendita di Lugo (gdonews, 10 settembre) e Coop Lombardia ha inaugurato il terzo negozio a Monza (Distribuzione Moderna).

gdonews ha dedicato un dossier al confronto fra Selex e Conad, con letture regionali che danno Selex avanti per presenza nel Nord Ovest e Conad per produttività, e un ribaltamento della mappa al Sud e in Sicilia (gdonews, 7 settembre).

Prezzi al consumo e geografia

Codacons, sui dati di giugno 2026 dell'osservatorio prezzi del Mimit, misura un paniere mensile di beni e servizi che a Milano costa 693 euro, a Bolzano 652 e a Napoli 402: una differenza del 42%. Sui venti prodotti alimentari, Milano, Bolzano e Trieste superano i 200 euro, Napoli si ferma a 140. Sui tredici servizi, Milano sta a 491 euro e Napoli a 262. Il pane fresco tocca 7,16 euro al chilo a Bolzano (Distribuzione Moderna, 11 settembre).

Sessanta euro di differenza sui venti prodotti alimentari fra Milano e Napoli, contro 229 euro di differenza sui servizi. Il divario geografico italiano non passa dal cibo, passa da tutto il resto: è il motivo per cui il prezzo di un alimentare non si può regionalizzare nello stesso modo in cui si regionalizza un listino di servizio.

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Mosse competitive e M&A

Compagnia del Gusto Holding compra Winelivery, quarta acquisizione da aprile 2026 dopo Krumiri Rossi, Cantine Romagnoli e la britannica Jascots Wine. Winelivery ha chiuso il 2025 con 4,4 milioni di ricavi e 1,8 milioni di perdita, contro i 5 milioni del 2024 e i 7,7 del 2022; conta 1,7 milioni di download dell'app e oltre 400.000 clienti. Il gruppo dichiara un obiettivo di 200-250 milioni di ricavi in sei-sette anni con margine operativo fra il 18% e il 20% (Distribuzione Moderna, 7 settembre).

Il Gruppo Romeo acquisisce Quattro Passi, tre stelle Michelin a Nerano, con l'intenzione dichiarata di estendere il marchio ad altre sedi e formati (HorecaNews, 10 settembre).

Coop annuncia una politica di acquisizioni per lo sviluppo della rete, insieme alla riscrittura del modello di relazione con industria e agricoltura prevista per il 2027 (gdonews, 11 settembre; Distribuzione Moderna).

Credem entra nel mattone della stagionatura, con 7 milioni su un piano da 12,6 per il magazzino di Montecavolo affittato a Caseifici GranTerre con un contratto decennale (Food, 11 settembre).

Fuori dal food ma dentro la filiera, la spagnola Cotecnica ha comprato l'aretina Life Pet Care per 40 milioni (Distribuzione Moderna) e Alfaparf ha acquisito la brasiliana Cosmo, specializzata in private label (Distribuzione Moderna).

Persone che cambiano tavolo. Emiliano Laricchiuta è il nuovo head of group marketing di Ferrero (Food Affairs, 8 settembre), Andrea Cipolloni guiderà Caffè Borbone da ottobre, Marcello Pincelli è il nuovo direttore operativo di Centrale Conad (Food), Francesco Pugliese entra in Crai come executive advisor (Distribuzione Moderna), Piero Lovisolo è il nuovo general manager di Melinda e La Trentina (Italiafruit). Mario Gasbarrino e Francesco Pomarico sono entrati nel consiglio di amministrazione di AP Commerciale (gdonews, 4 settembre).

Food Affairs ha pubblicato la classifica reputazionale dei manager del food e retail, con Stefano Scocchia in testa (7 settembre).

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Industria e filiera

La Linea Verde ha chiuso il 2025 con 400 milioni di ricavi, 34,7 milioni di EBITDA, 12,6 milioni di utile netto, 80 milioni di patrimonio netto e 17,6 milioni di investimenti industriali, più 41,8% sull'anno precedente. Circa metà del giro d'affari arriva dall'estero. È in costruzione uno stabilimento da 10.000 metri quadrati a North Baltimore, in Ohio, per 15 milioni di euro, operativo a inizio 2027. Il progetto "Fast Farm to Fork" ha portato a meno 18% di consumi idrici e più 58% di energia autoprodotta (Food, 10 settembre; Italiafruit).

Il dettaglio che conta: l'azienda che a monte subisce il meno 30-40% di materia prima della quarta gamma è la stessa che a valle apre uno stabilimento negli Stati Uniti. La risposta industriale alla varianza agricola in Italia è la diversificazione geografica del bacino di approvvigionamento.

Bertagni ha annunciato a fine agosto un investimento da 40 milioni in un ex stabilimento General Mills a St. Charles, in Missouri, da 10.000 metri quadrati e 150 addetti, motivandolo con il costo dei container, il dollaro debole (da 1,08 a 1,17 sull'euro) e la sicurezza della catena di fornitura (Distribuzione Moderna, 31 agosto). La notizia è appena fuori dalla finestra ma va letta accanto a quella di La Linea Verde: due produttori italiani di fresco costruiscono negli Stati Uniti nello stesso mese.

Logistica. Stef ha inaugurato l'hub di Montemurlo, in provincia di Prato, e lanciato il progetto logistico dedicato al vino "Di-VINO" (Food; Distribuzione Moderna). Agrintesa ha inaugurato un polo europeo del kiwi (Distribuzione Moderna). UPS ha annunciato 2 miliardi di dollari per servizio e resilienza della catena di fornitura (Distribuzione Moderna). Nuveen Real Estate ha investito 100 milioni di euro sulla logistica nell'area metropolitana di Milano (Distribuzione Moderna).

Packaging. O-I ha ridisegnato la bottiglia degli spumanti metodo classico per ridurne il peso a parità di prestazione (Distribuzione Moderna); uno studio Vinolok con l'Università di Udine ha messo la chiusura fra gli elementi che determinano l'evoluzione del vino (Distribuzione Moderna); Cantina Pizzolato e Aliplast hanno chiuso il ciclo del packaging (Food); Mare Gioioso passa dal vassoio in plastica al cartoncino.

Attrezzature. Rational ha chiuso il primo semestre 2026 con 641,5 milioni di ricavi, più 6% (più 8% a cambi costanti), margine EBIT al 26,5%, EBIT a 169,9 milioni, più 11%. iVario cresce del 14% a 79,4 milioni, iCombi del 5% a 562,2 milioni. L'Europa segna più 9%, il Nord America più 1% (più 10% a cambi costanti), l'Asia meno 2%. Nel secondo trimestre l'azienda ha incassato 14 milioni di rimborso su dazi americani IEEPA. La guidance sul margine EBIT annuo resta fra il 25% e il 26% (HorecaNews, 11 settembre; gdonews, 9 settembre).

Un produttore di forni professionali che cresce del 9% in Europa mentre la ristorazione italiana chiude locali dice che l'investimento in cucina si sta concentrando dove il format è replicabile. È lo stesso fenomeno che Bain misura dal lato dei consumi.

Relazioni sindacali. Balocco ha siglato un contratto integrativo con un premio fino a 8.750 euro in cinque anni (Distribuzione Moderna).

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Food tech e innovazione

L'intelligenza artificiale entra nel controllo qualità in ingresso. Donnalia ha rinnovato il centro di lavorazione di Delia, in provincia di Caltanissetta, con lettori ottici e algoritmi di intelligenza artificiale sul controllo in entrata di pesche e nettarine, dichiarando una conformità del prodotto finale fra il 98% e il 99%. L'azienda ha compensato una contrazione dei prezzi del 20% sull'anno precedente con una strategia di volume, e indica nella continuità di presenza a scaffale il motivo del riconoscimento da parte della distribuzione (Italiafruit, 10 settembre).

Il conto è quello: prezzo a meno 20%, e la leva che tiene il margine è la costanza qualitativa, perché è la costanza che vale il referenziamento. La tecnologia non serve a fare un prodotto migliore, serve a fare sempre lo stesso prodotto.

La previsione della domanda. La Linea Verde usa Fresh4Forecast per prevedere la domanda su prodotti a vita brevissima (Food, 10 settembre).

Lo spreco come dato da misurare. Alfred, società romana, ha lanciato un'applicazione per la gestione delle scadenze nei punti vendita: registrazione delle date in ingresso e avvisi programmati per pianificare ribassi o donazioni prima della scadenza. Il contesto che cita: un supermercato svaluta in media 15 chilogrammi di prodotto all'anno per metro quadrato di superficie espositiva, e lo spreco complessivo della distribuzione sfiora i 4 miliardi di euro (Technoretail, 11 settembre).

Il conto dello spreco al ristorante. HorecaNews ha messo in fila le fonti disponibili per rispondere a una domanda che quasi nessun locale sa misurare, quanti grammi butta per coperto. Eurostat 2023 dà circa 130 chilogrammi per abitante di spreco alimentare complessivo, di cui circa 14 attribuiti alla ristorazione. Uno studio del 2025 su cinque strutture misura da 76,2 a 152 grammi per pasto, con gli hotel fra 76,2 e 121, il catering aziendale a 99,4 e il ristorante a 151,9. La quota evitabile va dal 45% al 73%. Accor è passata da 290 grammi per coperto nel 2023 su 862 hotel a circa 150 grammi nel 2025 su 2.706 strutture, con obiettivo 116 grammi al 2030. Dopo intervento, quattro strutture su cinque hanno ridotto fra il 23% e il 51%, con il costo per pasto sceso fino al 39% (HorecaNews, 10 settembre).

Il bar che vende token invece che consumazioni. AGI Bar, nel distretto tecnologico di Zhongguancun a Pechino, offre accesso a due supercomputer Nvidia e al modello DeepSeek V4 Flash: i clienti ricevono token illimitati per i loro progetti e con gli stessi token comprano la birra a marchio AGI a 9,90 yuan, circa 1,30 euro. Le consumazioni regalate superano di dieci volte quelle vendute (HorecaNews, 11 settembre).

Le immagini generate nei menu. Il tema si sposta dalla curiosità alla responsabilità commerciale: uno studio su Food Quality and Preference del 2024 rileva che, quando chi guarda non sa l'origine dell'immagine, quella artificiale può risultare più attraente della fotografia vera; sapere che una foto è autentica ne aumenta l'appeal, dichiarare che è artificiale lo riduce. Uno studio su Scientific Reports di agosto 2026 misura che le immagini generate sono giudicate meno realistiche e abbassano la disponibilità a mangiare il piatto (HorecaNews, 10 settembre).

Per chi fa creatività su prodotti alimentari vale la distinzione già scritta in ai-act-marcatura-creativita-ai: un'immagine che comunica il prodotto è una cosa, un'immagine che crea un'aspettativa che la cucina o la confezione devono mantenere è un'altra.

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Mercato, prezzi e macroeconomia

Le vendite al dettaglio. I dati Istat di luglio, ripresi dalle testate distributive il 7 settembre: totale più 0,8% a valore e meno 0,6% a volume; alimentari più 0,3% a valore e meno 1,0% a volume; non alimentari più 1,1% e meno 0,2%. È il secondo calo mensile consecutivo in quantità. Per canale, la grande distribuzione segna più 1,6% a valore e più 0,6% a volume, i discount più 1,9% e più 0,4%, i supermercati più 1,3% e meno 0,2%, gli ipermercati più 1,6% e meno 0,1%, le piccole superfici 0% e meno 1,7%, l'ecommerce più 2,4% e più 1,6%. Confcommercio segnala uno spostamento dei consumi verso automobili e servizi di mercato (Distribuzione Moderna, 7 settembre).

Le previsioni. L'Ufficio Studi Coop stima una crescita del PIL italiano dello 0,8% nel 2026 e dello 0,9% nel 2027. Nel confronto europeo il Rapporto registra una produttività a meno 0,2% contro il più 0,6% spagnolo e una popolazione a meno 1,5% contro il più 4,8% della Spagna. L'indice di Gini è salito di 2,5 punti in cinque anni, e il 67% degli italiani ha vissuto almeno una condizione di disagio economico (Partecipa Coop; Food Affairs, 11 settembre).

Le attese di spesa alimentare. Il 21% delle famiglie prevede di aumentare la spesa per il cibo nei prossimi dodici-diciotto mesi, l'8% di ridurla (Italiafruit su Rapporto Coop, 10 settembre).

Il rapporto fra questi due numeri è quasi tre a uno in favore di chi prevede di spendere di più. Letto accanto al meno 1,0% di volumi Istat, dice che l'aumento atteso è di prezzo o di gamma, non di quantità. Chi vende un prodotto con un premio di prezzo giustificabile ha la finestra; chi vende volume indifferenziato la vede chiudersi.

La percezione. Il Rapporto registra una percezione di inflazione superiore ai dati rilevati (Food, 11 settembre). La conseguenza pratica per chi comunica un prezzo è che il confronto va fatto con l'aspettativa del lettore, non con l'indice.

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Policy, normativa e sostenibilità

Coltivaitalia. Il disegno di legge approvato alla Camera il 6 agosto 2026 e ora atteso al Senato porta oltre un miliardo di euro a sostegno dell'agricoltura: 300 milioni per il Piano olivicolo nazionale 2026-2030, 150 milioni per giovani e donne imprenditrici, 14,5 milioni per la ricerca, 10 milioni per i contratti di filiera del grano, 9,2 milioni per oleoturismo ed enoturismo. Sono previsti 8.417 ettari in comodato decennale per under 41, cinquanta assunzioni al CREA, un commissario straordinario per la Xylella fino al 31 dicembre 2028 e un credito d'imposta fra il 20% e il 40% sui contratti di grano. L'attuazione è attesa a inizio 2027 (Food).

F-gas e catena del freddo. Il regolamento UE 2024/573 vieta dal 1° gennaio 2025 l'immissione sul mercato di alcune apparecchiature autonome di refrigerazione con gas fluorurati a GWP pari o superiore a 150. La deroga di diciotto mesi per alcune categorie è scaduta il 30 giugno 2026, e da luglio riguarda anche le macchine da gelato professionali con potenza frigorifera oltre i 2 kW, oltre ad alcuni abbattitori e fabbricatori di ghiaccio. Le macchine già installate restano utilizzabili, senza obbligo di sostituzione, ma i nuovi acquisti vanno verificati sul refrigerante (R290 propano, R744 anidride carbonica) e i tecnici devono avere certificazioni aggiornate (HorecaNews, 10 settembre).

Questa è la notizia normativa che tocca più imprese di quante se ne accorgano: non solo gelaterie, ma ogni produttore che abbia un abbattitore o un fabbricatore di ghiaccio in reparto e stia pianificando una sostituzione.

Fiscalità sul prodotto. Sugar Tax e Plastic Tax restano rinviate a gennaio 2027 e Coop le indica fra i fattori che la distribuzione dichiara di non poter assorbire (Food, 10 settembre).

Alcol. Il Ministero della Salute con l'Istituto Superiore di Sanità ha lanciato la campagna "Zero alcol in gravidanza" (Food Affairs, 7 settembre), mentre Federvini ha portato a Bruxelles lo studio "The Italian Way" a difesa del modello di consumo mediterraneo (HorecaNews, 11 settembre).

Etichettatura nutrizionale. Il quadro europeo resta aperto: la Commissione ha indicato il 2026 come termine per proporre un sistema armonizzato che non coincida con il Nutri-Score, e al momento nessuna proposta definitiva è stata pubblicata (ESG360). È un dossier da tenere in agenda per l'autunno.

Vendita a peso del pane. L'obbligo di vendita a peso netto per chilogrammo, con divieto di tariffa fissa, e le sanzioni da 500 a 3.000 euro sono il tema aperto dai panificatori (Italia a Tavola, 12 settembre).

Sostenibilità e certificazioni. Ponti ha confermato la certificazione della parità di genere con azzeramento del divario retributivo (Distribuzione Moderna), Mondelez Italia ha ottenuto la certificazione per il quarto anno (Distribuzione Moderna), Pasta Zara ha pubblicato il primo bilancio di sostenibilità e La Linea Verde il suo primo rendiconto secondo gli standard ESRS europei.

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Export e turismo enogastronomico

Il conto dei dazi, per filiera. Le due notizie della settimana si leggono insieme: vino a meno 14,1% negli Stati Uniti nel semestre, conserve di pomodoro a più 11,4% nei primi sette mesi. Il quadro più ampio, dai dati sui primi quattro mesi del 2026, dava le principali categorie del made in Italy alimentare in contrazione vicina al 25% a valore, con l'olio d'oliva a meno 40% a valore e meno 33% a quantità, fermo a 223 milioni di dollari (Alimentando).

Dove si sposta la domanda. Nel vino, Cina più 19,8%, Russia più 15,7%, Brasile più 8,2%, Mercosur più 18,4%. È il primo semestre in cui i mercati emergenti compensano una quota visibile della perdita americana.

Turismo. Il Ministero del Turismo conta 276 milioni di presenze fra giugno e agosto, 5,5 milioni in più dell'estate 2025, e 72,4 milioni di arrivi, più 2%. Il tasso di saturazione delle strutture arriva al 61,8%, più 13,8% sul 2025, davanti a Spagna (54,7%) e Francia (45,6%). Agosto è il mese migliore, con arrivi a più 3% e presenze a più 4,2%. Fra le regioni, Trentino-Alto Adige al 67,3%, Sardegna al 67,2%, Friuli-Venezia Giulia al 66,3%. I borghi e i piccoli comuni crescono a luglio del 6,6% negli arrivi (Italia a Tavola, 12 settembre).

Il turista che compra cibo. Food Affairs registra che nello shopping tourism italiano gli spagnoli comprano moda e i britannici comprano cibo (8 settembre). Più 6,6% di arrivi nei borghi e un turista britannico che compra alimentari sono la stessa opportunità vista da due lati: il punto vendita aziendale in un comune piccolo ha avuto la sua estate migliore da anni, e quasi nessun produttore l'ha misurata separando lo scontrino turistico da quello locale.

Export della marca del distributore. Crai ha portato quattro linee a marchio proprio sui mercati internazionali con Rosso Fine Food, in oltre 50 Paesi (Distribuzione Moderna, 28 agosto), e dieci aziende italiane food e non food hanno partecipato alla collettiva di Marca China 2026 (Distribuzione Moderna).

Fuori casa e made in Italy. Metro Italia ha presentato Patrimonio, una collezione di oltre 2.000 prodotti locali da più di 350 produttori, con oltre 500 DOP e IGP da 18 regioni, e un obiettivo di più 10% di ricavi da prodotti locali nell'anno fiscale 2027. Due clienti Metro su tre già acquistano prodotti locali (HorecaNews, 10 settembre; Ristorazione Moderna).

Per un produttore regionale è la notizia più operativa della settimana sul canale professionale: un grossista che si dà un obiettivo numerico di crescita sul locale sta aprendo un referenziamento, non facendo una campagna.

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Radar segnali deboli, orizzonte 3-12 mesi

1. Il buono pasto come leva di canale nel discount. Segnale osservato: Eurospin apre ai ticket con nove circuiti, dopo Lidl a maggio e Despar Nord sul digitale; il tetto delle commissioni è sceso al 5% dal 2026. Cosa lo confermerebbe: una rilevazione di quota della spesa pagata con buoni pasto nel discount sopra il 5% entro giugno 2027, oppure l'apertura di una terza grande insegna discount nei prossimi due trimestri.

2. Il magazzino di stagionatura come asset finanziario. Segnale osservato: Credem costruisce e possiede il magazzino di Montecavolo e lo affitta per dieci anni a chi stagiona. Cosa lo confermerebbe: una seconda operazione dello stesso tipo su un'altra DOP a lunga stagionatura (prosciutto, aceto balsamico) entro dodici mesi. Collegato a pegno-rotativo-agroalimentare.

3. La quarta gamma come sensore anticipatore del rischio agricolo. Segnale osservato: meno 30-40% di materia prima, scarti a più 10-20 punti, rotture di stock già a scaffale. Cosa lo confermerebbe: la comparsa di clausole di varianza di resa nei contratti di fornitura orticola per la campagna 2027, oppure un aumento del prezzo medio della quarta gamma sopra i cinque punti nel primo trimestre 2027.

4. La DOP che entra nei canali del fast food. Segnale osservato: Pecorino Romano DOP in un panino McDonald's, Provolone Valpadana DOP dentro un contest nei locali veneziani, nella stessa settimana. Cosa lo confermerebbe: un terzo consorzio DOP che firma un accordo con una catena nazionale entro la primavera 2027.

5. Il produttore italiano di fresco che costruisce negli Stati Uniti. Segnale osservato: La Linea Verde in Ohio (15 milioni) e Bertagni in Missouri (40 milioni) nello stesso mese. Cosa lo confermerebbe: un terzo annuncio di stabilimento americano da parte di un'azienda italiana del fresco entro sei mesi, o una presa di posizione di Federalimentare sul reshoring produttivo verso il mercato di sbocco.

6. Il soft drink funzionale che occupa lo spazio del dealcolato. Segnale osservato: mushroom soda in Italia, linea avena a cinque gusti senza zuccheri aggiunti, area No & Low al Roma Bar Show. Cosa lo confermerebbe: una rilevazione di categoria che separi i soft drink funzionali dal resto delle bibite entro il 2027, oppure l'ingresso di un grande imbottigliatore italiano nel segmento con una linea dedicata.

7. Le immagini generate come tema di conformità. Segnale osservato: "AI menu slop" entra nel lessico di settore italiano, due studi accademici misurano l'effetto sulla disponibilità a consumare. Cosa lo confermerebbe: una contestazione formale per pratica commerciale ingannevole su un menu o su una confezione con immagine generata, in Italia o in un paese UE, entro dodici mesi.

8. La lista contatti del ristorante come asset da recuperare. Segnale osservato: Quandoo chiude e lascia quasi 6.000 ristoranti italiani senza piattaforma con tre mesi di preavviso. Cosa lo confermerebbe: la crescita dichiarata di uno strumento italiano di prenotazione diretta sopra le mille strutture entro la primavera 2027.

9. La marca del distributore che compra spazio pubblicitario come un marchio industriale. Segnale osservato: Il Viaggiator Goloso con tre installazioni a Milano, Decò con il debutto televisivo nazionale, Crai che esporta la propria MDD in oltre 50 Paesi. Cosa lo confermerebbe: un investimento pubblicitario dichiarato di una MDD italiana sopra i dieci milioni di euro in un anno, oppure l'ingresso di una MDD italiana in una classifica di brand awareness di categoria.

10. Il centro dell'Italia che compra il proprio paniere all'estero. Segnale osservato: saldo ortofrutticolo negativo a volume e per la prima volta anche a valore nel semestre. Cosa lo confermerebbe: conferma del segno negativo sull'intero 2026 nei dati Istat di marzo 2027, oppure l'ingresso del tema nel dibattito sull'origine obbligatoria in etichetta.

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Cosa farci, se produci

Le mosse qui sotto nascono dalle notizie di questa settimana e sono scritte per chi ha un marchio food da 1 a 30 milioni, produce e vende diretto. Ogni voce dice quale notizia la genera e quale conto va fatto.

Questa settimana

1. Rifai il mix di canale sul dato Coop, non sul racconto del 2024. Il discount cresce dello 0,5% a parità di rete, il supermercato del 2,4%. Prendi il tuo sell out degli ultimi dodici mesi diviso per insegna, calcola la quota che arriva dal discount e confrontala con la quota di margine che ne arriva. Se la prima è più alta della seconda di più di dieci punti, hai costruito volume su un canale che ha smesso di crescere e che ti paga meno. Il numero da portare alla prossima riunione commerciale è questo rapporto, non il fatturato per insegna.

2. Guarda la curva delle ricerche sul nome del tuo prodotto negli ultimi dieci anni. Il Gorgonzola DOP è passato da 378 a 6.161 consultazioni medie mensili. Il dato è gratuito e si tira fuori in venti minuti da Google Trends e dalle statistiche di Wikipedia se il tuo prodotto ha una pagina. Se la curva è piatta mentre la categoria sale, non hai un problema di prodotto, hai un'assenza dalla domanda informativa: quella si riempie con contenuto, e costa meno di un piano media.

3. Esporta la tua lista contatti da ogni piattaforma di terzi che usi. Quandoo si spegne il 31 dicembre e lascia quasi 6.000 ristoranti italiani senza l'anagrafica dei loro clienti. La stessa cosa vale per te su ogni marketplace, portale di ordini B2B o gestionale in abbonamento. Fai l'export questa settimana, non quando arriva la comunicazione.

4. Conta quanto pesano gli Stati Uniti nel tuo fatturato e quanto è sostituibile il tuo prodotto lì. Il vino perde il 14,1%, le conserve di pomodoro guadagnano l'11,4%, sotto lo stesso dazio. La differenza è quante alternative equivalenti trova il compratore americano sullo scaffale accanto al tuo. Elenca i tre prodotti che ti sostituirebbero e confronta il loro prezzo a scaffale col tuo dopo dazio: se la distanza supera il 30%, il dazio non si assorbe, si esce o si cambia posizionamento.

Entro un mese

5. Riscrivi le clausole di resa nei contratti di fornitura agricola per la campagna 2027. Alla quarta gamma manca fra il 30% e il 40% della materia prima e gli scarti salgono di dieci-venti punti. Se il tuo contratto fissa quantità e prezzo su una resa media storica, stai portando tutto il rischio climatico sul tuo conto economico. Calcola la varianza delle tue forniture negli ultimi cinque anni e scrivi una banda, con un meccanismo di prezzo che si muove dentro quella banda invece di rompersi ai due estremi.

6. Prepara il dossier per la trattativa Coop 2027. Coop ha annunciato un nuovo modello di relazione con industria e agricoltura per il prossimo anno e una crescita per acquisizioni. Il dossier da avere pronto contiene tre cose: la rotazione dei tuoi codici nei loro punti vendita, il contributo a margine del tuo prodotto rispetto alla MDD di pari fascia, e cosa porti tu che la MDD non può fare. Se la terza voce è vuota, la trattativa la perdi prima di iniziarla.

7. Costruisci o rifai l'area riservata agli operatori sul tuo sito. Agromonte ha rinnovato la propria sezione professionale, Metro si è data un obiettivo di più 10% sui prodotti locali, Bain misura una crescita dei format a servizio limitato tre volte più rapida del servizio completo. Il fuori casa è il canale che cresce ed è il canale dove un produttore medio è invisibile, perché passa da un grossista che non racconta il prodotto. Schede tecniche, formati, rese e disponibilità in un'area accessibile a un ristoratore sono il costo minimo per esistere in quel canale.

8. Separa lo scontrino turistico da quello locale nel tuo punto vendita aziendale. 276 milioni di presenze fra giugno e agosto, più 6,6% di arrivi nei borghi a luglio, e i britannici che nello shopping tourism comprano cibo. Se hai uno spaccio o un negozio in azienda, prendi gli scontrini di luglio e agosto e stima la quota non locale con l'orario, il metodo di pagamento o la lingua della ricevuta. Serve per decidere se l'assortimento estivo va costruito su chi passa una volta o su chi torna ogni settimana: sono due assortimenti diversi e quasi tutti ne tengono uno solo.

9. Verifica i refrigeranti delle attrezzature che pensi di sostituire. La deroga sugli F-gas è scaduta il 30 giugno 2026 e riguarda anche abbattitori e fabbricatori di ghiaccio oltre certe soglie. Non c'è obbligo di sostituire quello che hai, ma ogni nuovo acquisto va verificato su GWP e su disponibilità di assistenza. Chiedi al fornitore quale refrigerante monta e chi lo può manutenere nella tua provincia, prima di firmare.

Entro tre mesi

10. Decidi se il tuo prodotto vive nella fascia che si sta svuotando. Il quadro della settimana 37 aveva già misurato lo svuotamento delle fasce centrali di prezzo; quello di questa settimana aggiunge che il supermercato torna a crescere e che il 21% delle famiglie prevede di spendere di più contro l'8% che prevede di spendere di meno. Metti il tuo prezzo a scaffale in indice rispetto alla media di categoria. Se stai fra 110 e 140, hai un trimestre per decidere in quale direzione muoverti, e la direzione che paga di più è quella dove il premio è difendibile con un attributo, non con la marca.

11. Progetta una referenza per la ristorazione collettiva con dieta speciale. Il 21% delle famiglie richiede diete speciali a scuola, e il 60% dichiara che i figli mangiano a scuola cibi che rifiutano a casa. Il costo medio del pasto è 5,20 euro. Un prodotto senza glutine, senza lattosio o adatto a diete religiose, formulato per una centrale di cottura e non per lo scaffale, entra in un canale che fa prova di prodotto su una generazione intera. Il conto da fare è il food cost per porzione dentro un pasto da 5,20 euro completo: se il tuo componente supera l'80 centesimi, la strada è chiusa.

12. Metti a bilancio un budget di presidio sui mercati che compensano gli Stati Uniti. Cina più 19,8%, Mercosur più 18,4%, Russia più 15,7% nel vino. Non sono sostituti pieni del mercato americano e non lo saranno, ma sono i tre luoghi dove la domanda di prodotto italiano si sta muovendo in salita. Il conto: quanto pesa oggi il tuo export extra-UE al netto degli Stati Uniti, e quanto costerebbe portarlo dal 2% al 6% in diciotto mesi fra fiere, campionature e un agente. Se il numero è inferiore a quello che stai perdendo sui dazi, è un trasferimento di budget, non un investimento nuovo.

13. Misura lo spreco alla fonte, prima che lo misuri il tuo cliente. Un supermercato svaluta in media 15 chilogrammi per metro quadrato l'anno. Un ristorante butta fra i 76 e i 152 grammi per coperto. In entrambi i casi la quota evitabile va dal 45% al 73%, e chi ha misurato ha ridotto fra il 23% e il 51% con un costo per pasto sceso fino al 39%. Se vendi a uno dei due, il dato di shelf life reale e il formato giusto sono argomenti commerciali con un numero dietro. Calcola quanti giorni di vita residua arriva mediamente il tuo prodotto al punto vendita: è la prima cifra che un buyer attento ti chiederà nel 2027.

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Agenda, prossime due settimane

DataCosaDovePerché guardarlo
14-15 settembreRoma Bar Show 2026, sesta edizione, oltre 200 espositori e buyer da oltre 30 Paesi, con area No & Low AlcoholLa Nuvola, Roma EURIl termometro del bere fuori casa e della categoria analcolica
15-17 settembrePizza a VicoVico EquenseFormat e identità della pizza, canale che anticipa i consumi
entro 15 settembreScadenza candidature Hotel Sustainability AwardonlinePremio da 15.000 euro per l'ospitalità
fine settembreUltime prenotazioni possibili su Quandoo (30 settembre), cessazione servizi il 1° ottobreScadenza operativa per quasi 6.000 ristoranti italiani
ottobreAndrea Cipolloni entra in carica come amministratore delegato di Caffè BorboneCambio di guida in un marchio cresciuto sulle capsule
autunnoColtivaitalia al Senato, attuazione prevista a inizio 2027RomaOltre un miliardo, Piano olivicolo e contratti di filiera sul grano
metà novembreDati definitivi della vendemmia 2026 da Assoenologi, Ismea e UIV, dopo la sospensione delle previsioni di settembrePrima cifra pubblica sulla produzione dell'annata
17-21 ottobreSIAL ParisParigiPrima piazza internazionale dopo il semestre negativo dell'export
27-30 ottobreCibus TecParmaTecnologie di processo e confezionamento

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Fonti citate

Rapporto Coop 2026 e consumi

  1. Food, Rapporto Coop: il mondo naviga a vista, 10 settembre
  2. Food, Rapporto Coop: la marca privata a tutela del potere d'acquisto, 11 settembre
  3. Food, Rapporto Coop: il ruolo della GDO tra consumi frenati e riforme necessarie, 11 settembre
  4. Food, Rapporto Coop: i consumi tra incertezza e difesa del benessere, 11 settembre
  5. gdonews, Coop rilancia sulla MDD e prepara un nuovo rapporto con l'industria, 11 settembre
  6. Sky TG24, Rapporto Coop 2026, si consuma di meno e si lavora di più, 12 settembre
  7. Partecipa Coop, Rapporto Coop 2026: un Paese fermo e nuove priorità
  8. Food Affairs, Italiani tra stipendi fermi, guerre e stress, 11 settembre
  9. Italiafruit, Rapporto Coop, l'ortofrutta perde volumi ma decide la scelta del supermercato, 10 settembre
  10. Distribuzione Moderna, Coop Italia: nuovo rilancio e più coordinamento delle cooperative

Consumi, trend e ricerche

  1. Food Affairs, Consumi in trasformazione, la mappa dei nuovi comportamenti (Sinottica), 10 settembre
  2. Distribuzione Moderna, Consumatori italiani tra i più esigenti d'Europa (Bain Consumer Lab), 9 settembre
  3. Food Affairs, Together Lab: per i giovani il cibo diventa un modo per stare insieme, 10 settembre
  4. HorecaNews, Dalla tavola alle relazioni: il cibo ridisegna la convivialità, 11 settembre
  5. Food Affairs, Trend "In My City" (analisi Vandemoortele), 10 settembre

Prezzi, macro e distribuzione

  1. Distribuzione Moderna, Vendite al dettaglio, a luglio giù il carrello della spesa (food -1%), 7 settembre
  2. Distribuzione Moderna, Codacons: Milano è la più cara d'Italia, 11 settembre
  3. gdonews, Il discount evolve, ALDI sceglie di restare discount, 9 settembre
  4. gdonews, Eurospin apre ai ticket, 7 settembre
  5. gdonews, Conad o Selex, la co-leadership fatta di differenze e peculiarità, 7 settembre
  6. Technoretail, Despar Nord estende i buoni pasto digitali di Poste Welfare
  7. gdonews, MD supera i 90 punti vendita in Sicilia, 8 settembre
  8. gdonews, Action porta la rete lombarda a 71 store, 9 settembre
  9. gdonews, Gruppo Gabrielli rafforza la presenza a Roma con Tigre Amico, 10 settembre
  10. gdonews, Lidl aggiorna la rete in Romagna, 10 settembre
  11. Distribuzione Moderna, Coop Lombardia inaugura il terzo punto vendita a Monza
  12. Distribuzione Moderna, Il Viaggiator Goloso: tre installazioni a Milano
  13. Food Affairs, Decò celebra 20 anni debuttando in TV, 8 settembre
  14. Food Affairs, Esselunga lancia la Collection X Factor, 8 settembre
  15. Food Affairs, Lidl porta l'aglio orsino sugli scaffali, 9 settembre
  16. Food Affairs, Gruppo VéGé e Red Bull al Gran Premio, 10 settembre

Ortofrutta

  1. Italiafruit, Ortofrutta, primo semestre da importatori netti, 13 settembre
  2. Fruitbook Magazine, Ortofrutta, bilancia commerciale negativa nel primo semestre 2026
  3. Food, IV gamma, l'allarme di Unione Italiana Food sul cambiamento climatico, 8 settembre
  4. Terra e Vita, La IV gamma paga dazio al clima
  5. Giornale Partite IVA, Confagricoltura sulla quarta gamma, 13 settembre
  6. Italiafruit, IV gamma, il paradosso di una categoria molto diffusa ma poco valorizzata
  7. Italiafruit, Donnalia, per pesche e nettarine l'IA blinda la qualità, 10 settembre
  8. Italiafruit, Tripide sudafricano, dagli agrumeti siciliani un nuovo campanello d'allarme
  9. Italiafruit, La Linea Verde cresce a 400 milioni

Vino, birra, beverage

  1. Italia a Tavola, Vino italiano: gli Usa trascinano giù l'export, ma la Cina cresce, 11 settembre
  2. Verona Economia, Vino, export italiano giù del 6,2% nel primo semestre, 11 settembre
  3. Italia a Tavola, La vendemmia corre contro il caldo, 12 settembre
  4. Italia a Tavola, Vino campano, cantine piene e consumi in calo, 11 settembre
  5. Italia a Tavola, Oltrepò pavese, la prima mappa viticola, 10 settembre
  6. Italia a Tavola, Birrificio Lambrate compie 30 anni e investe sull'analcolica, 9 settembre
  7. ANSA, Assobirra, in Italia consumi sopra 21 milioni di ettolitri, 23 giugno
  8. Beverfood, Roma Bar Show 2026 accende la Nuvola, 8 settembre
  9. Fiere di Parma, Roma Bar Show alla Nuvola il 14 e 15 settembre 2026
  10. HorecaNews, Federvini presenta a Bruxelles lo studio The Italian Way, 11 settembre
  11. Beverfood, Fabio Mozzone nuovo direttore marketing Acqua Eva, 8 settembre
  12. Beverfood, Andrea Cipolloni nuovo AD di Caffè Borbone, 10 settembre
  13. Beverfood, S.Bernardo azzera le emissioni dirette, 8 settembre

Ristorazione e fuori casa

  1. Ristorazione Moderna, Bain&Co: franchising leva per trasformare ristorazione in food retail, 11 settembre
  2. Mixer Planet, Catene di ristorazione, in Italia valgono solo il 10% del mercato
  3. HorecaNews, Quandoo chiude, il rischio di affidare le prenotazioni a una sola piattaforma, 10 settembre
  4. HorecaNews, Prenotazione diretta: perché essere visibili su Google non basta, 11 settembre
  5. HorecaNews, Quattro Passi passa al Gruppo Romeo, 10 settembre
  6. HorecaNews, Ristorazione scolastica, per il 94% delle famiglie la mensa vale più del pasto, 11 settembre
  7. HorecaNews, Una cucina, molti menu: la sfida delle diete speciali a scuola, 10 settembre
  8. HorecaNews, Food waste, quanti grammi butta il ristorante per ogni coperto, 10 settembre
  9. HorecaNews, PATRIMONIO, METRO Italia valorizza 2.000 prodotti locali, 10 settembre
  10. HorecaNews, RATIONAL cresce nel primo semestre 2026, 11 settembre
  11. gdonews, RATIONAL chiude il primo semestre 2026 con ricavi in crescita, 9 settembre
  12. Italia a Tavola, Fine dining, chef Verjus chiude, 8 settembre
  13. Italia a Tavola, A Roma il Campocori cambia, 13 settembre
  14. Food Affairs, TheFork Awards svela i 48 migliori nuovi ristoranti del 2026, 7 settembre
  15. Food Affairs, Old Wild West partner di X Factor, 9 settembre
  16. Food Affairs, McDonald's e GialloZafferano, le nuove McChicken Creation, 9 settembre
  17. Food Affairs, KFC lancia The Krunchy Mug, 8 settembre
  18. Food Affairs, "Estate", la schiacciata Nonno Nanni e All'Antico Vinaio, 8 settembre
  19. Italia a Tavola, Pecorino Romano DOP, un panino McDonald's per le nuove generazioni, 9 settembre
  20. Italia a Tavola, La vendita del pane al kg pesa sui panificatori, 12 settembre

Industria, M&A, filiera

  1. Distribuzione Moderna, Compagnia del Gusto si compra Winelivery, 7 settembre
  2. Food, Credem e GranTerre potenziano il polo alimentare di Montecavolo, 11 settembre
  3. Food, La Linea Verde, nel 2025 fatturato a 400 milioni, 10 settembre
  4. Food Affairs, Loacker lancia il primo programma di Corporate Venture Capital, 9 settembre
  5. gdonews, Da un unico riso a 25 referenze: Riso Scotti porta a Risò il modello Venere, 10 settembre
  6. gdonews, Mare Gioioso riscrive l'ittico, 11 settembre
  7. HorecaNews, Gruppo Fini cresce nel primo semestre 2026, sell out a volume +20,3%, 10 settembre
  8. Distribuzione Moderna, Bertagni investe 40 milioni per uno stabilimento nel Missouri, 31 agosto
  9. Food, Stef inaugura il nuovo hub di Montemurlo e lancia Di-VINO
  10. Distribuzione Moderna, Agrintesa inaugura il polo europeo del kiwi
  11. Distribuzione Moderna, La spagnola Cotecnica si compra l'aretina Life Pet Care
  12. Food, Miele italiano, annata difficile tra crisi climatica e calo della produzione, 8 settembre
  13. Distribuzione Moderna, Surgelati ancora caldi: in volume +1% e in valore +3% (Iias), 7 settembre

Export, dazi, turismo

  1. Anicav, Vola l'export conserve di pomodoro verso gli USA, +11,4%, 9 settembre
  2. Italia a Tavola, Trump mette i dazi, ma gli americani comprano sempre più pomodoro italiano, 8 settembre
  3. Alimentando, Dazi Usa, export agroalimentare italiano in frenata
  4. Italia a Tavola, Turismo italiano, estate da record: 276 milioni di presenze, 12 settembre
  5. Food Affairs, Shopping tourism, Spagna e UK trainano gli acquisti in Italia, 8 settembre
  6. Distribuzione Moderna, Crai con Rosso Fine Food porta la MDD sui mercati internazionali

Policy, tecnologia, marchi

  1. Food, Coltivaitalia: oltre un miliardo a sostegno dell'agricoltura
  2. HorecaNews, Macchine da gelato, cosa cambia dopo la fine della deroga sugli F-gas, 10 settembre
  3. HorecaNews, Immagini AI nei menu, 10 settembre
  4. HorecaNews, Global mixology: in Cina il bar con agente IA, 11 settembre
  5. Technoretail, Alfred lancia l'app per la gestione delle scadenze alimentari, 11 settembre
  6. Food Affairs, Zero alcol in gravidanza, la campagna del Ministero della Salute, 7 settembre
  7. Food Affairs, Gorgonzola DOP, boom di ricerche online, 7 settembre
  8. ANSA Terra e Gusto, Gorgonzola DOP, è boom di ricerche online, 7 settembre
  9. Food Affairs, Oro Ciok e Skifidol insieme per una limited edition, 9 settembre
  10. Food Affairs, Con FUN-GÒ debutta la prima mushroom soda italiana, 10 settembre
  11. Food Affairs, San Benedetto amplia la linea vegetale a base di avena, 10 settembre
  12. Food Affairs, Nesquik, stick monodose e confezione 30% meno zuccheri, 8 settembre
  13. Food Affairs, Agromonte rinnova la sezione Professional del portale, 11 settembre
  14. Food Affairs, Nutribees e la campagna DOOH "Milano che fatica", 8 settembre
  15. Food Affairs, Emiliano Laricchiuta nuovo head of group marketing Ferrero, 8 settembre
  16. Food Affairs, Classifica dei manager Food&Retail con la migliore reputazione, 7 settembre
  17. ESG360, Nutri-Score o NutrInform, l'Europa si scontra sulle etichette nutrizionali
  18. Askanews, Assoenologi e Uiv: clima troppo variabile, sospese le stime vendemmia, 29 luglio

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Note di metodo

Finestra e criterio. Il report copre i sette giorni dal 7 al 13 settembre 2026. Le testate battute in modo sistematico sono foodaffairs.it, gdonews.it, distribuzionemoderna.info, foodweb.it, italiafruit.net, horecanews.it, italiaatavola.net, beverfood.com, più fonti primarie (Anicav, Assobirra via ANSA, Ministero del Turismo, Fiere di Parma) e testate generaliste dove servivano seconde conferme.

Cifre confermate su due fonti. Le cinque cifre portanti del report sono state verificate su fonti indipendenti: la crescita per canale del Rapporto Coop (gdonews e Sky TG24), l'export vino (Italia a Tavola e Verona Economia, entrambe su Osservatorio UIV), il saldo ortofrutticolo (Italiafruit su Agroter e Fruitbook su Fruitimprese), la quarta gamma (Food e Terra e Vita), le conserve di pomodoro (Anicav e Italia a Tavola), il Gorgonzola (Food Affairs e ANSA).

Cifre lasciate fuori. I rialzi di arabica e robusta circolati questa settimana provengono da fonti secondarie con percentuali discordanti fra loro e senza rimando a una rilevazione di borsa datata. Il numero resta fuori dal report: la sezione caffè riporta solo i fatti industriali confermati. Lo stesso vale per la dimensione complessiva del mercato high protein, dove la fonte di settore non pubblica cifre nella parte accessibile dell'articolo.

Dati ripresi da rilevazioni precedenti. I dati Istat sulle vendite al dettaglio di luglio sono la stessa diffusione già coperta nel report della settimana 37; qui compaiono per il dettaglio di canale, che il pezzo di Distribuzione Moderna del 7 settembre aggiunge. I dati AssoBirra sono di giugno 2026 e servono da contesto alla notizia su Lambrate. Il dato Bertagni è del 31 agosto e viene citato accanto a La Linea Verde per la lettura sul reshoring produttivo, con la data dichiarata.

Contraddizioni aperte. Sulla quota delle catene di ristorazione in Europa le fonti divergono fra 26% e 28%, e il dato mondiale compare solo in una di esse. Il divario italiano resta comunque di sedici-diciotto punti. Prima di usare la cifra in un documento cliente va recuperato il report Bain originale.

Cosa non si è trovato. Nessuna rilevazione nuova, in questa finestra, su: prezzi all'origine di grano duro e olio extravergine con data certa della settimana; evoluzione del blocco sull'import di carne bovina brasiliana e volumi sostitutivi per la Bresaola della Valtellina IGP; dati di categoria aggiornati sul gluten free oltre al perimetro surgelato; proposta europea definitiva sull'etichettatura nutrizionale armonizzata. Sono quattro dossier da riprendere la settimana prossima.

Comparti senza notizie vere. Il comparto olio non ha prodotto in questa finestra fatti nuovi con cifre verificabili oltre al contesto delle giacenze di fine agosto, e non compare con una sezione propria.

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